di Lucia Piazza
Il decoupage pittorico realizzato sotto il vetro è decisamente ormai un’applicazione conosciuta da alcuni anni, ma sempre bella ed elegante per decorare piatti, centro tavola, o ciotole.
Malgrado sia una tecnica che già molte di voi conoscono, leggo spesso delle richieste di aiuto sulla realizzazione di questa tecnica, che malgrado sia molto immediata, non risulta sempre molto chiara. Ho ritenuto opportuno quindi fornire una spiegazione approfondita della tecnica ma soprattutto, un chiarimento su come evitare i problemi tipici del pittorico sottovetro legati alla formazione di:
• "coaguli" del colore dovuta ad una precoce asciugatura dei prodotti,
• "strisciate" dei colori che corrono uno indipendente rispetto agli altri, e
• "aureole" o macchie attorno alla carta senza che il colore venga sfumato gradatamente verso le parti esterne
1. Lo studio dell’oggetto è sempre un momento, a mio avviso, molto importante, che deve prendere in esame sempre la forma e le proporzioni dell’oggetto stesso. Il mio suggerimento è di scegliere, se siete alle prime armi, dei soggetti semplici e di evitare composizioni complesse, proprio per la difficoltà di incollare i ritagli al contrario. Inoltre, vi consiglio di personalizzare sempre le vostre creazioni, scrivendo il vostro nome già direttamente su un ritaglio con un pennarello indelebile, prima di incollare l’intera composizione.
2. Per incollare i ritagli sotto il vetro, applicate la colla (solitamente quella per tovaglioli; la mia preferita è la patio paint) sia sulla carta (sul davanti!) che sul retro del piatto in modo da creare una superficie di scivolamento per i ritagli che all’ultimo momento avessero necessità di dover essere un po’ spostati. Incollare bene la carta è una fase molto importante come pure controllare che tutte le estremità siano state perfettamente fissate, altrimenti il colore potrebbe passare sotto il ritaglio e vedersi dal vetro, compromettendo in questo modo il lavoro.
3. Dopo che la composizione si è perfettamente asciugata, preparate in un piattino la tavolozza di colori acrilici che riprenda il più possibile la gamma dei colori presenti nelle carte. Con l’uso di pennelli tondi a setole rigide, (solitamente io uso solo pennelli grossi) cominciate il lavoro applicando un bianco coprente (primer all’acqua - Decomania) in modo abbondante cominciando da un primo spicchio. Da dietro portate successivamente il colore, picchiettando la zona vicino alla carta. Per cercare di sfumarlo gradatamente verso fuori, dal più scuro vicino alle carte, al più chiaro nelle parti più esterne, è necessario riprendere il pennello con il primer e sfumare il colore, togliendo in questo modo ogni antiestetica macchia . L’applicazione del colore da dietro attraverso il bianco, va realizzata solo quando quest’ultimo è ancora bagnato in quanto se comincia ad asciugarsi, il colore non si riesce a sfumare correttamente dando luogo a degli antiestetici "coaguli". Questa tecnica va eseguita partendo da un piccolo spicchio procedendo poi successivamente sia da destra che da sinistra a piccole parti fino alla completa esecuzione dell’oggetto, cercando di evitare le antiestetiche macchie dovute ai coaguli di colori e i "binari" che si potrebbero formare fra due colori contrastanti vicini che non sono stati correttamente fusi fra di loro (che si realizza con l’uso del pennello intinto nel bianco fondendo due sfumature vicine).
4. Quando tutte le sfumature pittoriche sono state completate e i colori si sono asciugati, rifinite la parte sottostante con una mano di primer uniformando il fondo. Successivamente spugnate con un colore delicato che ne riprenda uno della composizione e, appena asciutto, carteggiate il bordo del vostro oggetto.
Solitamente alla fine, applico della carta di riso, o stendo un prodotto vetrificante per dare maggiore resistenza al fondo della mia opera.
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